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Dove possono giocare i ragazzini del centro storico di Napoli?

di Carlo Fulvio Velardi

Una volta, mi pare l’anno scorso, giocavo a pallone, come sono solito fare, nel centro storico di Napoli con dei miei amici; a un certo punto un vigile ci chiese di andar via, noi insistemmo perché ci sembrava di non dare fastidio a nessuno, allora senza pensarci due volte io gli chiesi dove potevamo andare, ma egli non mi seppe rispondere: costretti ce ne andammo.
Io sono un ragazzino di dodici anni, vivo nel centro di Napoli da quando sono nato, ritengo di conoscere la mia città abbastanza bene, ma non ho mai visto o sentito parlare di un parco o uno spazio dove sia permesso ai bambini di giocare. Parchi a Napoli ce ne sono, ma nel centro storico? E dove si possa giocare a pallone senza infrangere le regole? Personalmente non ne conosco. Molto probabilmente io le regole le ho infrante giocando a Piazza del Gesù, a Piazza Dante, a Santa Chiara, ma se non fossi andato lì non sarei capace neanche di rincorrere una palla.
Non ci si può lamentare con i vigili, d’altronde è il loro lavoro, io mi lamento con l’assessore competente.
Comunque non siamo solo noi ragazzi a soffrire di questa mancanza, anche gli anziani e le mamme con i bambini. Basta pensare che un anziano o una mamma che abitano nel centro storico debbono prendere dei mezzi pubblici per raggiungere un parco dove fare una passeggiata. E per cercare di trovare una fermata dell’autobus o una stazione della metropolitana le madri e gli anziani devono stare attenti alle auto che non rispettano i semafori, devono cercare di respirare il meno possibile lo smog, ma soprattutto devono stare attenti alle pallonate dei ragazzini che, giustamente, non sanno dove giocare.

Novembre 2008

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